Over 65, che possibilità hanno di accedere a un prestito vitalizio ipotecario?

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Il prestito vitalizio ipotecario è una formula di finanziamento appositamente concepita per coloro che hanno oltrepassato il sessantesimo anno di età. Al fine di essere pienamente legittimati, tuttavia, è necessario che si risulti anche titolari del bene immobile dove si risiede abitualmente. Su di esso si prevede la sottoscrizione di un’ipoteca di primo grado. Nei confronti del beneficiario, a seguito alla concessione del finanziamento, non grava alcun obbligo di restituzione, fatte salve una serie di ipotesi che si osserveranno in seguito. L’onere di rimborsare la somma incombe sugli eredi del beneficiario. La durata del finanziamento è correlata con le aspettative di vita del beneficiario. Il prestito può essere anche cointestato al coniuge o al convivente, a patto che abbia superato il sessantesimo anni di età.

  • Si ritiene obbligatoria la cointestazione nei casi in cui la coppia, in regime di coniugio o di convivenza, si sia formata da almeno cinque anni e l’immobile offerto in garanzia rappresenti la residenza abituale di entrambi. In casi del genere il riferimento temporale che si prende in esame, al fine di determinare la durata del finanziamento, prende in considerazione l’esistenza del membro della coppia più longevo.

Il prestito vitalizio ipotecario per gli over 65

In origine la disciplina riguardante la soluzione di finanziamento in esame si rivolgeva soltanto a coloro che avevano compiuto il sessantacinquesimo anno di età. Successivamente questo limite è stato abbassato a sessant’anni. Si tratta di una formula congegnata per facilitare l’accesso al credito da parte di chi è in procinto di terminare il periodo lavorativo.

In quanto normalmente gli istituti di credito pongono una serie di limitazioni a questa categoria di individui, fatta salva la possibilità che si scelga la cessione del quinto. Per quanto riguarda l’importo esigibile, si ritiene un parametro che si evince all’età del richiedente e dal valore dell’immobile offerto in garanzia. In pratica, in maniera proporzionale, più avanzata risulta l’età del richiedente maggiore è la somma di danaro cui è possibile ambire, purché sia adeguata al valore dell’immobile.

Coloro che hanno sessantacinque anni possono richiedere una cifra che si attesta intorno al 20% del valore dell’abitazione. Il limite si sposta addirittura a metà della stima dell’immobile quando il richiedente ha un’età prossima a novant’anni. La normativa in ogni caso prevede che non si possa superare la soglia di trecentocinquantamila euro. Si ricorda che il valore del bene presentato in garanzia viene effettuata da un perito nominato dall’ente creditizio che si coinvolge.

Le caratteristiche del prestito vitalizio ipotecario

La soluzione di prestito di cui si tratta si distingue per svolgersi a medio-lungo termine. A seguito del decesso del beneficiario o del coniuge superstite, in quanto cointestatario, gli eredi hanno l’onere di estinguere il debito. Essi possono scegliere fra due alternative: pagare la somma dovuta in una soluzione unica oppure sollecitare la banca a vendere l’immobile offerto in garanzia. Nel primo caso si prevede che avvertano l’istituto di credito entro dodici mesi dalla morte del beneficiario, in merito alla volontà di procedere al pagamento diretto. Mentre nella seconda ipotesi dovrebbero promuovere l’alienazione dell’abitazione, invitando l’ente finanziatore a trovare soddisfazione dai proventi, nella misura corrispondente al credito vantato. Le eventuali eccedenze spetterebbero agli eredi. A seguito della vendita, qualora la banca arrivasse a disporre di una somma minore rispetto a quella pretesa, gli eredi non sarebbero tenuti ad integrarla.

La restituzione della somma dovuta può avvenire secondo due modalità differenti, a seconda di come il beneficiario abbia gestito il finanziamento: la restituzione con capitalizzazione o senza capitalizzazione. Nel primo caso gli eredi sarebbero tenuti a pagare l’intera somma costituta di una quota capitale, degli interessi e delle varie spese correlate al finanziamento. Nel secondo caso invece avrebbero il vantaggio di pagare soltanto la quota capitale. Perché il pagamento degli interessi e delle spese sarebbe già stato affrontato da parte del beneficiario mentre era in vita.

Le ipotesi in cui è necessario estinguere il debito in anticipo

Fatta salva la possibilità di estinguere il debito in qualsiasi momento lo desideri, il beneficiario, qualora si verifichino una serie di eventualità, si troverebbe costretto a rompere il vincolo nei confronti dell’ente finanziatore. Tale obbligo prima di tutto sorgerebbe nei casi in cui si desiderassero compiere delle modifiche rilevanti sull’immobile offerto in garanzia, tali da alterarne l’aspetto originario, senza che fossero state previste nel contratto di prestito. Alla stessa maniera, a seguito di eventi in grado di provocare l’inabilità dell’immobile. Ci si riferisce a quei casi in cui la scarsa manutenzione risulti in grado di provocare un deterioramento inesorabile dell’immobile, tale da comprometterne l’abitabilità.

L’estinzione anticipa diviene un passaggio obbligato anche quando terze persone diventano residenti abituali all’interno dell’immobile presentato in garanzia. A patto che non si tratti di familiari stretti del beneficiario, come il coniuge o il convivente o i figli. Ma si ricomprendono anche coloro che svolgono un lavoro regolare all’interno dell’abitazione. Ci si riferisce per esempio al personale domestico. L’estinzione anticipata si ritiene necessaria nondimeno qualora l’immobile venga coinvolto in un procedimento giudiziale, di carattere esecutivo o conservativo. In particolare nei casi in cui si pretendano dal debitore cifre corrispondenti al valore dell’immobile o del 20% superiori.

La documentazione da presentare

Al fine di attivare la procedura finalizzata ad ottenere un prestito vitalizio ipotecario, occorre presentare una serie di documentazioni. Alcune di esse sono le medesime certificazioni richieste da qualsiasi ente finanziatore in occasione della richiesta di un prestito. Ci si riferisce in particolare al codice fiscale e alla carta d’identità. Proprie di questa fattispecie di prestito sono invece quella serie di carteggi in grado di rappresentare lo stato di famiglia e il certificato contestuale o cumulativo. Quest’ultimo documento si ricorda che garantisce l’attendibilità di una serie di informazioni fondamentali riguardanti il beneficiario.

Per quanto riguarda le attestazioni relative all’immobile che si decide di offrire in garanzia, è necessario presentare la cosiddetta relazione notarile preliminare. Che permette di provare l’inesistenza di elementi di ostacolo allo svolgimento della procedura. Con questo documento in pratica si certifica che il bene non è sottoposto a provvedimenti giudiziali conservativi o esecutivi. E che su di esso non è effettiva un’ipoteca.